In classe tutti uguali: quando la scuola sceglie dress code e diario

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Tra le poche cose che entusiasmano lo studente medio alle prese con il ritorno a scuola ci sono sicuramente la scelta del look e quella del diario scolastico. Peccato che anche su questi aspetti la libertà sta cedendo il passo all’omologazione. Sono sempre più le scuole che stabiliscono un dress code o addirittura la divisa degli studenti. E impongono un diario scolastico uguale per tutti. È sicuramente questo il dato più interessante di una ricerca effettuata su 1500 ragazzi – di medie e superiori – nei primi giorni del nuovo anno scolastico.

Il 60% delle scuole dà regole sull’abbigliamento – Solo il 40% degli istituti, infatti, ha concesso libertà di scelta nell’abbigliamento. Ma gli altri – ben 6 su 10 – hanno pensato di fare chiarezza anche su questo aspetto: il 28% ha emesso una circolare contenente divieti ben precisi su alcuni capi di vestiario o accessori; mentre il 29% si è limitato a consigliare di vestirsi in modo sobrio, ma senza adottare comunicazioni ufficiali. Poche, però, le scuole che sono passate alle vie di fatto, imponendo una divisa scolastica: sono appena il 3%. Ma se isoliamo gli istituti privati – dove è più facile far rispettare l’obbligo della divisa – il dato sale a 1 scuola su 10. Indicazioni che, forse per evitare problemi disciplinari, gli studenti si dicono pronti a seguire: solo il 14% dei ragazzi si dice pronto ad aggirare i divieti.

Tentativi d’imposizione anche con il diario d’istituto – Ma i tentativi di condizionare il corredo scolastico da parte delle scuole non finiscono qui. Anche sul diario, seppur in misura minore, gli istituti stanno tentando di dettare la linea imponendo un diario d’istituto, uguale per tutti: ad oggi, il 7% degli studenti dice di non aver potuto scegliere il proprio diario. Numeri che, ancora una volta, aumentano nel caso delle private. Anzi, raddoppiano, visto che il 15% il primo giorno di scuola ha trovato sul banco il diario fornito dall’istituto.

Un quarto delle famiglie spende oltre 200 euro – Per il resto, non ci sono grossi cambiamenti. Libri a parte, è l’acquisto dello zaino quello che ha assorbito le risorse maggiori stanziate dalle famiglie per il corredo scolastico: è stato così nel 42% dei casi. Subito dopo vengono i quaderni (25%) e il diario (21%). Meno importanti penne e matite (8%) e astucci (4%). Il conto finale, sempre escludendo i libri di testo? Piuttosto salato: quasi 1 famiglia su 4 (il 23%) – proporzione che nelle private arriva a 1 su 3 (il 33%) – ha speso più di 200 euro per la dotazione base. Una quota simile (24%) è però riuscita a contenere le uscite entro i 100 euro. E il 23% addirittura sotto i 50 euro. Il 15%, invece, ha dovuto sborsare tra i 150 e i 200 euro. Il 12% non meno di 100 euro. Sempre senza contare che se nell’armadio non ci sono vestiti adatti per rispettare il dress code di istituto, bisogna ulteriormente mettere mano al portafoglio.

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